ACCOGLIENZA. CELOTTI (PD): CAVARZERANI A UDINE SIMBOLO FALLIMENTO CDX
(ACON) Trieste, 3 nov - "Mentre il Centrodestra continua a
usare i migranti come bersaglio della propria propaganda, alla
Cavarzerani di Udine, un Centro di assistenza straordinario (Cas)
dove vengono ospitate centinaia di persone, emerge una situazione
inaccettabile, sulla quale la Regione non può continuare a
tacere". Lo afferma in una nota Manuela Celotti (Pd), che
attraverso un'interrogazione alla Giunta Fedriga porta il caso
Cavarzerani e del degrado documentato e testimoniato del Cas
udinese in Consiglio regionale.
"Bagni guasti e intasati, ambienti allagati, infestazioni di
topi, materassi logori - fa presente Celotti - e appena quattro
lavatrici per oltre 450 ospiti: sono le condizioni denunciate in
questi giorni, persino dagli operatori della struttura, e che
impongono interventi immediati. A questo, si aggiungono le
segnalazioni di persone costrette a dormire per terra e i ritardi
nell'accesso alle procedure di asilo".
"Non si può accettare che una struttura di accoglienza si
trasformi in un luogo di degrado per gli ospiti e per gli
operatori", continua la consigliera regionale annunciando che
chiederà di fare un sopralluogo nella struttura. "La Cavarzerani
è il simbolo del fallimento delle politiche del Centrodestra: per
anni la questione migratoria è stata usata per fare propaganda, e
mentre da Roma si tagliavano i fondi per l'accoglienza, la Giunta
Fedriga tagliava quelli sull'integrazione, abrogando la legge
regionale, puntando sui centri straordinari piuttosto che su
un'accoglienza strutturata. Il risultato è sotto gli occhi di
tutti: l'emergenza non è stata risolta, ma aggravata, mentre
strutture sovraffollate e degradate continuano ad alimentare
quella stessa insicurezza che la destra prometteva di cancellare.
La propaganda non gestisce i flussi e non garantisce dignità alle
persone".
Per Celotti "la priorità è ora la tutela di chi vive e lavora
nella struttura, insieme alle dovute verifiche sull'operato del
gestore e agli atti conseguenti, che spettano alla Prefettura.
Asufc deve verificare le condizioni igienico-sanitarie e
assicurare gli interventi di prevenzione e presa in carico
previsti, e su questo abbiamo chiesto conto alla Giunta. Alla
Regione spetta comunque la responsabilità politica di vigilare e
intervenire".
Insomma, conclude, "servono risposte concrete, non altri slogan.
E serve la correttezza di ammettere la sconfitta di un modello e
il coraggio di metterne in piedi uno nuovo, basato su un sistema
di accoglienza stabile, composto da strutture di piccole
dimensioni, integrate nella comunità, capaci di accogliere
davvero e di garantire la formazione e l'accompagnamento che
servono per costruire vera integrazione".
ACON/COM/rcm